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Cultura Pop

WandaVision: Recensione di Matt Aster dell’intera miniserie

Matt Aster

WandaVision si è conclusa dopo nove intriganti episodi. La miniserie prodotta dai Marvel Studios per la piattaforma di streaming Disney+ ha debuttato lo scorso 15 gennaio. Adesso, la storia di Wanda Maximoff (Elizabeth Olsen) e Visione (Paul Bettany), dopo gli eventi di Avengers: Endgame, ha finalmente un epilogo. Il progetto fa parte dell’ampio e labirintico puzzle costruito dal Marvel Cinematic Universe e sarà destinato a giocare un ruolo chiave anche nei progetti futuri della Casa delle Idee.

Infatti, l’opera si è rivelata una vera e propria sorpresa, suscitando pareri molto contrastanti all’interno della fanbase. I punti interrogativi sono ancora molti, ma altrettanta è la carne messa sul fuoco dal creatore e showrunner della serie Jac Schaeffer. A parlarne (con SPOILER) in esclusiva per WeMug è Matt Aster, già protagonista della recensione dei primi due episodi di WandaVision.

La difficile accettazione del lutto

Considero WandaVision un’interessantissima storia sull’accettazione del lutto. Il fulcro della serie è il percorso che Wanda deve fare per accettare la morte di una persona cara che, dato il marasma di Avengers: Infinity War, non ha ancora potuto metabolizzare. Una pellicola dove, nonostante la perdita del suo amato Visione l’avesse completamente distrutta, la protagonista non poteva permettersi di cedere perché le priorità erano ben altre. Ora vediamo la protagonista fare i conti con i propri sentimenti e con una realtà difficile da accettare.

Come spiegato nell’episodio finale, tutti quanti gli abitanti di Westview sono collegati alla mente di Wanda. Lei, quasi inconsciamente, crede che questo suo idilliaco angolo di mondo significhi gioia e pace per tutti, ma non è così. Gli abitanti stessi ci dicono di vivere i medesimi incubi della protagonista, ma soprattutto, provano il suo stesso enorme dolore. Un sentimento che lei sta tentando di nascondere e di negare ad ogni costo. Infatti, è proprio la negazione è uno degli step del duro percorso dell’accettazione del lutto.

Un primo sguardo generale

Vorrei iniziare dicendo che non sono totalmente deluso, ma nemmeno così entusiasta. Ma andiamo per gradi. WandaVision ha avuto un inizio molto interessante e uno sviluppo più che ottimo, eccellente a livello di fotografia e con un trama molto coinvolgente. Tuttavia, credo che la conclusione, partita sin dal penultimo episodio, abbia preso una strada diversa. Mi spiego meglio. Secondo me il finale non regge il confronto rispetto a tutto il resto della serie. Sostengo questo perché inizialmente ci hanno offerto una trama non solo molto interessante ma soprattutto originale.

Mi è piaciuto come hanno raccontato la storia nelle prime puntate e come hanno gestito la fotografia in WandaVision. Per capire cosa intendo è sufficiente vedere lo sviluppo mediatico dello show. Infatti ho apprezzato la diversa successione delle bande nere di contorno, ognuna differente a seconda dell’ambientazione e delle scelte registiche. Anche i personaggi sono risultati molto interessanti all’inizio, ma credo siano stati sviluppati in maniera meno brillante. Nel complesso l’ho trovata una serie onesta. L’idea del regista arriva, è molto chiara e questo è quanto basta.

Fare i conti con le proprie aspettative

Cosa mi ha fatto storcere il naso? Innanzitutto andando avanti con gli episodi sono stati inseriti tanti piccoli elementi che, seppur piacevoli, alla fine ti lasciano un po’ interdetto. Per fare un paragone è come se ti facessero vedere un buon piatto di lasagne, ma quando lo assaggi senti che il sapore è quello di un gelato. Magari quella pietanza ti piace lo stesso, ma non era ciò che ti saresti aspettato in un primo momento. Il chiaro riferimento è a Pietro.

Quicksilver ci viene mostrato attraverso l’attore dell’universo Fox, aprendo di fatto a numerosi ed ipotetici scenari. Quante le fantasie su un Pietro Maximoff di un altro universo per poi scoprire che in realtà è soltanto una persona qualunque manipolata da Agatha Harkness. Tutto ciò senza neanche chiarire bene la questione dei suoi poteri. Erano effettivamente suoi oppure proiettati dai poteri della strega? La seconda opzione ha perfettamente senso, resta un’idea apprezzabile, ma non era ciò che mi sarei aspettato vedendo quel personaggio.

Lo stesso vale per il finale. Non c’erano altre possibilità. In effetti è stato l’unica conclusione plausibile, a meno che non venissero introdotti concetti chiacchieratissimi, come quello del multiverso ad esempio. Bellissime teorie sulla bocca di tutti, ma che avrebbero snaturato il viaggio e il messaggio chiave di WandaVision: l’accettazione del lutto. Ci tengo a sottolinearlo perché è una scelta che comunque sia rispetto fortemente.

Anche lo stesso regista, Matt Shakman, aveva rivelato la sua grande paura di deludere i fan, secondo lui ormai troppo avanti con le proprie fantasie e teorie. Naturalmente non sono deluso, anche perché la colpa è un po’ la nostra perché forse cerchiamo troppo. Sembra che ci sia, da parte degli spettatori, una sorta di desiderio di scrivere le proprie storie prima del tempo, finendo per rovinare il viaggio offerto dal prodotto.

E WandaVision è appunto un bellissimo viaggio sull’elaborazione di un lutto, sulle sue difficoltà e implicazioni. E’ un concetto chiave che voglio rimarcare perché penso che chi non ha apprezzato la serie non abbia in realtà compreso appieno questo messaggio. Non è una storia di supereroi, ma di un persona che deve accettare di aver perso la persona che amava, di una persona che si ritrova sola, senza certezze, senza sicurezze, senza nessuno.

Infatti mi dispiace che il regista abbia ricevuto alcune critiche riguardo al suo lavoro e al suo messaggio. Senza dimenticare che nel complesso poteva essere raccontata con meno equivoci interpretativi, cosa che mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca.

Chi è Scarlet Witch?

Per quanto riguarda Agatha mi ha piacevolmente colpito la sua punizione finale. In quel momento è emersa la vera Scarlet Witch. Ricordiamo che non è personaggio proprio positivo, nel fumetto originale è la figlia di Magneto. In questo universo cinematografico non lo è, anzi, WandaVision ci ha offerto un viaggio nella drammatica infanzia di Wanda e Pietro. Inoltre sappiamo bene che i Marvel Studios traggono solamente ispirazione dalle opere originali.

Tuttavia, è il viaggio del potere di Wanda a non avermi colpito. Infatti Scarlet Witch nasce come strega, per poi diventare l’iconica e potente incantatrice vestita di rosso che noi tutti conosciamo. Una trama apparentemente basilare di un fumetto risalente agli anni ’70. In verità, col passare dei numeri, scopriamo che lei è una X-Men. Il suo potere sembra essere inizialmente quello di manipolare la realtà, ma questo si rivelerà falso.

Scarlet Witch manipola le possibilità. Il che è ancora più intrigante e subdolo di quanto si possa pensare. In WandaVision hanno fatto il processo inverso rispetto al fumetto, ma non è un’involuzione. A valutare questa mossa dei Marvel Studios sarà Doctor Strange: In The Multiverse Of Madness, pellicola dove potremo vedere Wanda Maximoff insieme a Steven Strange.

Molto entusiasmante la seconda scena post credit, dove Wanda studia il libro oscuro sottratto ad Agatha mentre sente le voci dei figli che chiedono il suo aiuto. Questo potrebbe porre buone basi per parlare di multiverso. La protagonista potrebbe mettersi in viaggio tra i multiversi in cerca di quello in cui i suoi figli esistono davvero. Questo le permetterebbe di continuare il suo sogno senza limitarsi all’interno dell’ESA.

Al di là delle teorie questa scena rende evidente una cosa in particolare. Non è presente più una Wanda Maximoff insicura del suo potere e che trova un equilibrio grazie a Visione. Vediamo la vera Scarlett Witch, una strega i cui poteri sono straordinari, alla pari se non superiori a quelli del Doctor Strange. Dunque, il loro incontro sarà decisamente molto interessante, tant’è che potrebbe sconvolgere l’intero Marvel Cinematic Universe. Tuttavia, combinando elementi così esplosivi c’è il rischio di dover fare nuovamente i conti con le proprie aspettative.

Wanda’s Vision

Ho trovato molto emozionante la battaglia fra Vision e White Vision. Infatti, dopo alcuni scontri più fisici è arrivata la scena madre del vero confronto, celebre per la frase “richiedo nuova elaborazione” di White Vision. Lo scontro mentale tra il (Wanda’s)Vision e il White Vision  è stato realistico, ma soprattutto giusto. Diciamo che è stata resa giustizia ad un ottimo personaggio. Un Visione che nell’universo cinematografico ha avuto maggiori sfaccettature e un lato più umano rispetto al fumetto. Insomma, uno duello tra menti eccezionali che ha reso omaggio alla figura. Veramente un’ottima idea.

Ricordo che la mia ipotesi inziale fu quella del cosiddetto gioco di parole “Wanda’s Vision” (‘visione di Wanda‘ o il ‘Visione di Wanda‘). Ironia della sorte. Alla fine ho parzialmente indovinato, anche se la mia idea era più focalizzata su delle vere e proprie visioni di Wanda, ma ci sono comunque andato molto vicino.

Conclusioni

WandaVision, a livello di fotografia, per quello che ha mostrato in questi nove episodi e per come è stato girato, si merita un 8. L’ho trovato bello ed appagante. Episodio dopo episodio era tangibile l’evoluzione dello show di Wanda. Stiamo comunque parlando di Disney e Marvel Studios, dunque i fondi c’erano e sono stati ben investiti.

Mentre per la sceneggiatura si aggiudica un 7. Sono molto combattuto nel dare questa valutazione, ma il buon voto è penalizzato dai fraintendimenti di cui ho parlato prima. Avrei apprezzato di più se la storia fosse stata più chiara e meno enigmatica, senza elementi troppo in stile Pietro interpretato da Evan Peters.

Probabilmente occorrevano maggiori momenti introspettivi di Wanda. Ciò avrebbe aiutato a far capire che non è una semplice serie di supereroi, bensì un prodotto dove si parla di fragilità e di un dolore straziante. Mi dispiace che non sia stato raccontato tutto quello che si celava dietro la maschera di WandaVision.

Concludo con una breve considerazione sulla prima scena finale post credit, dove hanno mostrato l’incontro tra Monica Rambeau e uno Skrull. Se i Marvel Studios introducessero la Secret War in questo momento sarebbe davvero ma davvero folle. Soprattutto perché sarebbe difficilissimo rendere giustizia a quel ciclo di fumetti. Staranno realmente ponendo le basi per questo? Ci riveleranno che all’interno delle maggiori amministrazioni dei governi mondiali o dello stesso S.W.O.R.D. ci sono gli Skrull? Roba da capogiro. Naturalmente non posso saperlo, ma spero che, se faranno la Secret War sul grande schermo, possano renderle un degno adattamento su schermo.

Matt Aster ci ha detto la sua su WandaVision, ci ha raccontato del comparto tecnico, le sue opinioni sia positive che negative sull’opera. Un viaggio all’interno di un piccolo e vasto frammento di un universo cinematografico in continua e ineluttabile espansione. Adesso tocca a voi dirci la vostra nella apposita sezione commenti. In attesa di nuovi approfondimenti, news e speciali con i creator, vi invitiamo a rimanere sintonizzati su WeMug.

Testo a cura di Matt Aster, impaginato da Riccardo Failli e supervisionato da Massimiliano Meucci.

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