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Viaggio nel mondo delle carte da gioco classiche, tra tradizione e innovazione, con 151eg

151eg

Indy Mellink, una ragazza olandese di 23 anni, ha deciso di dare un volto decisamente diverso alle tradizionali carte da gioco classiche conosciute in tutto il mondo. Infatti, secondo la giovane, le figure rappresentate nelle carte rispecchierebbero ideali sessisti e razzisti alquanto anacronistici. Sarà davvero così? Scopriamolo insieme a 151eg.

La nuova proposta

Indy ha sostituito ai tradizionali Re, Regine e Fanti, o meglio conosciuti come King, Queen e Jack, con dei nuovi simboli. Ciò non ha mutato le carte da gioco classiche, ma comunque sia l’idea ha riscosso molto successo, come mai? In effetti, l’idea di Indy ha un suo perché molto intelligente. Infatti, all’interno del mondo delle carte, c’è sempre stata una chiara gerarchia, dove il Re (K) vale 13, la Regina (Q) vale 12 e il Fante, o Cavaliere (J), che vale 11. Dunque, la diseguaglianza non sarebbe soltanto di genere ma pure fra uomini stessi, come nel caso del Re e del Fante. Tuttavia, è opportuno ricordare che nella sua versione, i valori della maggior parte del mazzo restano identici, sia per gli assi che per tutti gli altri numeri. A cambiare sono solo le carte raffiguranti degli esseri umani.

Come sono state cambiate le carte da gioco

La ragazza le ha cambiate inserendo i concetti di carta Oro, Argento e Bronzo. Concetto molto efficace se visto da una determinata prospettiva. Anche perché alla fine dei giochi a chi importa davvero giocare con queste figure piuttosto che con i classici Re, Regine e Fanti? In realtà, in questo modo, si cercherebbe di rispettare l’uguaglianza di genere e sostanzialmente anche i diritti umani. Ma il problema è proprio questo. Questa giovane ha pensato, o quantomeno preso in considerazione l’idea, di chiedersi perché esistono tre personaggi umani in mezzo alle restanti carte numerate? O perché siano vestiti in quel modo e quale sia la loro origine?

Una situazione già vista

Piccola precisazione. Non è la prima volta che assistiamo ad una situazione analoga. Infatti, non poco tempo fa, un ragazzo propose di cambiare qualcosa negli scacchi. Ma c’è davvero bisogno di trasformare anche questo gioco? In fondo la Regina qui ha un ruolo fondamentale, è un arma strategica, ma anche il Re, seppur poco mobile sulle scacchiera, ha un suo valore perché va protetto. Secondo questo ragazzo il problema sarebbe il Cavallo. Infatti il Cavallo ( in inglese è “cavaliere”), in quanto animale, non dovrebbe stare, a livello concettuale, in una guerra tra umani. La sua proposta è stata quella di sostituirlo con un Arciere.

Il ragazzo che ha proposto questa cosa andrebbe preso a schiaffi con un libro di storia. Dico questo perché il Cavallo non è l’unico animale negli scacchi. L’alfiere, infatti, in origine (in particolare nella tradizione arabo-persiana), era un Elefante, dunque un altro animale sul piano di gioco. La preoccupazione verso gli animali è assolutamente comprensibile, ma prima sarebbe doveroso preoccuparsi di andare a vedere il reale significato nascosto dietro questi simboli e figure che, molto spesso, hanno una storia antichissima. Non esserne a conoscenza vuol dire che non ci si è preoccupati di indagare il passato. Credo che per cambiare le cose nel futuro sia necessario vedere come erano prima e cosa ha portato in quella direzione. Soltanto così possiamo evitare gli stessi errori, o quantomeno non farne di nuovi come ha appena fatto Indy Mellink.

Storia delle carte da gioco

Nessuno sa chi ha inventato le carte, sappiamo che probabilmente sono nate come un gioco con i soldi. Ad esempio, quando fu creato il gioco della dama non si giocava con le pedine di oggi, ma con delle monete. Anche le carte probabilmente erano nate con l’intenzione di giocare con il denaro, ma lentamente e nel tempo sono cambiate. Infatti, i quattro semi, fiori, cuori, quadri e picche, sono nati perché nella Francia del 18° secolo si decise di semplificare la stampa dei mazzi.

Fino al quel momento, i simboli usati erano molti, variegati e complessi, basti pensare alle spade, le coppe e i denari, ma anche a ghiande, foglie e via dicendo. Inoltre, l’idea principale era anche quella di unificare il gioco delle carte con dei simboli unici per tutta l’Europa e al tempo stesso facili da riprodurre. Ecco perché, ad esempio, i cuori e le picche hanno la stessa forma, infatti così si poteva riciclare lo stesso seme durante la stampa. Nascono così le carte di oggi, con forme semplici e monocromatiche. Tuttavia, la domanda sorge spontanea, perché sono rimaste figure complesse come quella del Re, della Regina e del Fante?

E’ opportuno ricordare che, innanzitutto, in origine le figure rappresentate non erano quelle oggi conosciute, ma erano Re, Viceré e Secondo Viceré. Questo evidenzia una natura spiccatamente gerarchica, ma senza alcun tipo di sessismo. Infatti queste figure potevano incarnare sia donne che uomini, senza alcuna specificazione di genere. Tuttavia, con il passare degli anni questi tre simboli vennero mano mano sostituiti, a seconda del luogo, con i propri rappresentanti di stato, che fossero Re o Regine. Quindi, una volta che i francesi dovettero fare un mazzo uguale per tutta Europa, decisero di mettere il Re, la Regina e il fante, che in origine era il Cavaliere.

L’ordine gerarchico di oggi è ancora quello attribuito nella Francia del 1700, dove il Re, il più importante, è seguito dalla Regina e poi dal Cavaliere. Questo è effettivamente sessista, non ci sono dubbi. Per questo motivo appoggio la ragazza che ha deciso di modificare questa matrice, alla base di una gerarchia nel gioco delle carte. Tuttavia, c’è qualcosa a cui lei non ha prestato attenzione.

Il problema del cambiamento

Innanzitutto la selezione fatta a livello estetico è abbastanza discutibile. Perché stampare dei lingotti tridimensionali come grafica dell’oro mentre il resto del mazzo è composto da figure semplicissime? Potremo parlare per ore del fatto che a livello grafico potesse fare una scelta migliore, ma il problema è anche sul piano concettuale. Infatti sapevate che tutti i Re e le Regine e i Cavalieri che appaiono nel gioco di carte sono effettivamente personaggi reali e importanti del passato.

Erano personaggi del calibro di Alessandro Magno, Giulio Cesare, Atena, Carlo Magno, Giuditta, Uggeri il Danese e Lancillotto. Alcuni di questi hanno combattuto per i diritti delle persone, altri sono stati importanti per il popolo perché hanno salvato la propria gente, o magari perché l’hanno salvato da alcuni che hanno cercato di calpestare i diritti degli altri. Dunque, nella concezione Settecentesca, le figure dei vari Re, Regine e Cavalieri erano in realtà persone di cui il popolo aveva stima. Agli occhi di molti, tali personaggi perseguivano nobili scopi e proteggevano vite.

Proprio per questo, ad esempio, non puoi sostituire la Dea Atena con 4 monete di argento. A questo punto potrei benissimo accusare questa ragazza di essere una colonialista, dal momento in cui sta utilizzando dei metalli preziosi spesso riconducibili agli anni dello sfruttamento in Africa. Ciò è per far notare che si può sempre trovare qualcosa di offensivo. Ma se tu vuoi per forza rintracciare qualcosa di offensivo, la primissima cosa che dovresti fare sarebbe non essere ignorante e informarti sull’argomento che stai trattando.

L’idea di cambiare i Re, le Regine e i Cavalieri va benissimo, ma prima sarebbe giusto informarsi su chi sono stati questi personaggi e cosa hanno rappresentato nella storia. Se vuoi sostituire Lancillotto, che è il simbolo dell’amore, sostituiscilo con un personaggio che è allo stesso modo la rappresentazione di tale sentimento, non con uno scudo di bronzo. Ciò significa che tu non ti sei mai informato su una storia che ha centinaia di anni. Come fai a decidere cosa cambiare se non sai nemmeno come e perché siamo arrivati a questo punto?

In conclusione

E’ bellissimo che qualcuno voglia cambiare qualcosa che non funziona del passato. Prima però dovresti sapere cosa stai facendo. Se devi sostituire delle persone che hanno lottato per i diritti umani con dei lingotti d’oro, forse non hai capito niente di quello che si nasconde dietro le carte. Tantomeno sulla loro lunghissima cultura, che va dalla chiromanzia fino ai mazzi degli arcani maggiori o i tarocchi. Si tratta di una tradizione che è andata avanti per così tanto tempo che vederla sostituita con i simboli di oro, argento e bronzo credo sia davvero offensivo. E’ irrispettoso nei confronti della cultura e di tutte lotte, sia positive che negative, che quei reali personaggi hanno affrontato nel corso della storia.

E voi conoscevate la storia e l’evoluzione delle carte da gioco classiche? Siete d’accordo con il punto di vista proposto da Enrico? Oppure preferite la nuova idea di Indy? Fateci sapere la vostra con un commento qui sotto. In attesa di nuovi approfondimenti, news e speciali con i creator, vi invitiamo a rimanere sintonizzati su WeMug.

Testo a cura di 151eg, impaginato da Riccardo Failli e supervisionato da Massimiliano Meucci.

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