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Raya e l’ultimo drago: recensione di 151eg del nuovo classico Disney

151eg

Che cos’è?

Dunque, Raya e l’ultimo drago è il nuovo, cinquantanovesimo, classico Disney uscito. Fatto completamente in CGI, il film vede alla regia Carlos López Estrada e Don Hall, quest’ultimo vincitore di un premio Oscar per Big Hero 6, co-direttore di Oceania e in generale con un portfolio in Disney davvero invidiabile.

La cosa interessante di tutta questa storia però, è che questo nuovo film era già stato annunciato da tanto tempo, essendo già un po’ di anni che lo si aspetta, facendo girare sacco di voci discordanti soprattutto sullo status di principessa Disney della protagonista, dato che Raya è sì una principessa, ma non rientra pienamente nel canone, anche perché non canta mai nel corso del lungometraggio. 

Un film facilmente riconoscibile

ll film di per sé funziona tranquillamente, essendo un classico Disney ovviamente ci si aspetta un certo tipo di qualità grafica, registica, e di sceneggiatura, standard fondamentali della Disney presenti anche in questo film, dandogli effettivamente identità come “classico Disney” e rendendolo più riconoscibile di altri titoli della stessa casa, come per esempio I Robinson – Una famiglia spaziale o Chicken Little che non godono molto di questa caratteristica. Pur rispecchiando gli standard qualitativi Disney, però, questo film soffre la mancanza di alcune cose.

Alcune mancanze

Prima di tutto, a Raya e l’ultimo drago manca un’idea di base, non sapendo cosa vuole raccontare si perde in un sacco di dettagli, tanto da farlo sembrare appena uscito dal Silmarillion di Tolkien.

Questo fa sì che ci sia tantissimo contesto e un continuo dare indicazioni, costruendo un mondo in maniera meravigliosa, portandoci a conoscerlo a tutto tondo, con i suoi ambienti, climi, personaggi, i suoi stili, i suoi popoli con relativi usi e costumi e la sua storia, sia moderna che antica, con le sue leggende, e permettendo anche di rimanere affascinati da tutti i racconti narrati.

Ciò porta ad avere una grossa carenza in quella che è la storia, non permettendo di raccontarla proprio perché si è così concentrati sul contesto, che si finisce per perdersi in questo continuo esplorare il background e non dare nessuna caratteristica ai personaggi principali.

Questi ultimi si trovano ad esser tratteggiati a malapena con una singola caratteristica e nemmeno esplorata sotto ogni punto di vista, come succede per esempio in Biancaneve, non permettendoci di comprenderla fino in fondo per empatizzare, rendendo visibile la mancanza di studio, perché limitata alla contestualizzazione e analisi del mondo dove le vicende si svolgono.  

Poco altro oltre la morale

Alla fine, oltre al creare l’atmosfera di questo mondo, l’unica altra cosa fatta, è stata la sua morale, una grande morale che pervade talmente tanto il film, che arriva a spoilerartelo, chiarendolo fin da subito e che rende l’intreccio molto blando.

La morale del film è la classica “l’unione fa la forza” riferita al fatto che i popoli non devono essere divisi. Il lungometraggio stesso parte dicendo che sono presenti questi popoli in litigio tra loro, ma ci fa anche facilmente intuire che potrebbero risolvere tranquillamente i loro conflitti se solo facessero un paio di azioni moto stupide, cosa che non fanno perché concentrati ad odiarsi.

Così tanto da non riuscire a prendere in considerazione l’idea che forse stiano sbagliando qualcosa oltre a non rendersi conto del fatto che sono loro stessi il principale motivo della presenza di questi problemi, passando il tempo a fare cose altamente sbagliate dovendo imparare a capire che questa cosa non va bene, e sarebbe anche una gran cosa, oltre che una bellissima morale, se non fosse letteralmente tutto qui.

Poche idee e insoddisfacenti

Ovvio, ciò non vuol dire che Raya e l’ultimo drago non abbia delle idee carine al suo interno, riuscendo anche a tirare fuori delle cose geniali e ad essere insolitamente crudo per un classico Disney, inoltre, come detto anche prima, ha varie caratteristiche che lo rendono particolare.

Queste idee però sono troppo poche e non molto mature, collocandosi in una mediocrità che non riesce a renderle abbastanza semplici per esser comprese da chiunque senza problemi, né abbastanza complesse e fini da esser colte con una particolare attenzione. L’opera non ha minimamente il proposito di indagare nulla di molto complicato, come per esempio accadeva ne Il Signore degli Anelli, possedendo però un mondo altrettanto complesso, ma con una morale ancora più semplice di quella presente in Biancaneve.

Non avendo altro al di là questo, finisce per avere gli stessi difetti di Big Hero 6, quindi, un’enorme vastità di personaggi ed elementi di contorno che in realtà non danno molto al film, se non la possibilità di produrre più giocattoli, e poche caratteristiche per i personaggi principali, che finiscono per “morire” all’interno della loro difficoltà ad avere una vera personalità complessa.

Questo è un vero peccato, soprattutto dal momento in cui alcuni personaggi iniziano avendo determinate caratteristiche, che poi perdono nel corso delle singole scene, partono con determinati modi di fare, ragionare, parlare e comportarsi, che semplicemente spariscono, dopo un po’ sembra quasi che si siano dimenticati di dare una caratterizzazione ad alcuni personaggi.

Altra grossa debolezza del film, inoltre, è data dal suo sforzarsi disperatamente di sorprendere lo spettatore, anche riuscendoci anche in alcuni momenti, ma impiegando risorse utili che potrebbero essere usate per rendere credibili i personaggi o nel fartici affezionare. 

Considerazioni Finali

Questo film, nonostante sia pieno di ottime scene inerenti a combattimenti e simili, manca di umanità, caratteristica che  maggiormente ci si aspetta in un classico Disney. Un nobile esperimento, senza dubbio, è da riconoscerne il valore, il lungometraggio in effetti funziona, e insieme ad un sacco di cose fatte bene e design ottimi, riesce nel suo intento.

Non è nulla di particolarmente speciale, e non è quello che vorresti da un classico Disney, inoltre se messo a paragone con altri titoli Disney di questa categoria, come Il gobbo di Notre Dame, ci si rende conto subito  del fatto che Raya e l’ultimo drago sfiguri, ed è un vero peccato, soprattutto in un periodo in cui sono disponibili i trailer di Luca della Pixar, che sembra estremamente più interessante di quanto il lungometraggio possa essere.

Senza dubbio rimarrà un classico Disney che qualcuno avrà tra i preferiti, e sarà anche giusto così, dato che il film non ha così grossi difetti, ma rimane un titolo debole che avrebbe avuto bisogno di uno sviluppo un po’ più lungo e di maggior impegno, con la conclusione che alla fine ti lascia con ben poco di quello che può esserci di bello in un classico Disney. Per fortuna, però, quello che tutti temevano dal trailer, ovvero che la protagonista sarebbe stata una Mary Sue, non si è rivelato tale, anche se nello stile ricorda molto Star Wars

151eg (vi consigliamo di leggere il suo ultimo pezzo riguardante la Disney) ci ha illustrato, in questo articolo, le sue opinioni riguardanti il nuovo lungometraggio animato di Walt Disney Animation Studios, sottolineando sia i pro che i contro di un prodotto che sicuramente farà parlare di sé.

E voi aveste visto Raja e l’ultimo drago? Avete intenzione di comprarlo tramite l’accesso VIP di Disney Plus o attendere il rilascio gratuito che avverrà il 4 giugno 2021? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto al pezzo. Vi ricordiamo che su WeMug trovate gli approfondimenti, recensioni e speciali dei nostri creator oltre a tanto altro dal mondo della Cultura Pop!

Testo a cura di 151eg, impaginato da Simone De Capite e supervisionato da Massimiliano Meucci.

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