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Cultura Pop

Disincanto Parte 3: Recensione di 151eg della serie Netflix

151eg

Disincanto è una serie animata creata da Matt Groening, padre anche dei più famosi Simpson e Futurama, ambientata in un’epoca antica e fantasy,  ed è in uscita con la sua terza stagione (terza parte) da oggi, 15 gennaio, su Netflix.

Purtroppo, questa nuova stagione (come anche le due precedenti ) ha ricevuto un’accoglienza piuttosto tiepida da parte del pubblico, questo perché molti si aspettavano un prodotto che fosse iconico come I Simpson o denso di ironia quanto Futurama e questa, unita a dei grossi difetti della prima stagione, come i tempi comici eccessivamente dilatati, hanno contribuito a non far apprezzare molto la serie.

Nonostante tutto, però, la realizzazione ha avuto ben due rinnovi, questo grazie al fatto che già nel corso della stessa prima stagione, la narrazione è in continua salita e migliora sempre di più, finché nell’ultimo episodio non raggiunge un livello che è più che godibile e che anzi presenta grandi colpi di scena.

Attenzione, da questo momento in poi sono presenti degli SPOILER delle stagioni precedenti!

La trama

Questa terza stagione riprende esattamente da dove ci aveva lasciato la precedente, ovvero in una situazione abbastanza tragica, difatti la serie ci ha dato la prova di poter prendere qualsiasi direzione, introducendo prima e approfondendo nei nuovi episodi, il regno di Steamland, questo altro reame, completamente estraneo a Dreamland, che compensa la mancanza di magia, con la scienza, e che è alla base di tutte le sfortune dei protagonisti.

Difatti Bean, dopo una breve permanenza nel luogo, riporterà una pistola e, inconsapevole del funzionamento dell’arma, nel tentativo di mostrarla a suo padre, spara un colpo ferendo gravemente Zog. Per questo motivo viene accusata di stregoneria e condannata al rogo, ma quando sta per morire bruciata insieme ai suoi amici, il terreno sotto di loro cede, rivelando una grotta piena di esseri celati dal buio, ma soprattutto la presenza di Dagmar, la madre di Tiabeanie.

Disincanto 3

Tante novità ben gradite

Una delle cose che più ho apprezzato di questa nuova stagione, è stato proprio il fatto di dedicare il giusto spazio a Steamland, mostrandoci quanto il fantasy possa essere mescolato a delle ere un po’ più contemporanee, dimostrando, come succede anche in Harry Potter, che tale genere può essere mischiato tranquillamente allo steampunk o comunque ad un epoca più attuale. È molto carino rivedere questo mondo che sembra uscito da Tempi Moderni di Charlie Chaplin, e riesce a tirare fuori un sacco di ottime gag e battute.

Ma le sorprese gradite non si limitano a questo, infatti sono presenti anche tutta una serie di altre vicende, come il fatto che Tiabeanie abbia a che fare con il mondo delle sirene (come visibile nel trailer), che diventerà qualcosa di dannatamente affascinante e riuscirà ad inserire nell’opera alcuni temi che non erano ancora stati trattati per bene.

Disincanto Parte 3 1

… ma anche vecchi difetti

Nonostante ciò, Disincanto si sta portando dietro i soliti difetti da una vita, la cosa che può sembrare positiva di questa nuova stagione, è che tutto sembra finalmente andare verso una conclusione, ma non è sicuro, dato che la stessa cosa è avvenuta nelle due parti precedenti.

Certamente adesso iniziano a saltar fuori le cose, iniziamo a capire il perché di alcuni comportamenti adottati da alcuni personaggi e quali siano i loro piani, ma a Disincanto manca un antagonista fisso, un unico grande problema da affrontare.

La serie decide di non concentrarsi su un enorme dramma, magari circondato da piccole grandi sfide da affrontare di episodio in episodio, ma opta più per un sacco di minuscoli elementi che non vanno bene e problemi che vengono lanciati addosso alla protagonista.

Alcuni di questi problemi sono geniali, come tutto quello che succederà a Re Zog, che permette di tirare fuori una delle cose più geniali dello show, ma al tempo stesso, ciò finisce per far diventare la realizzazione statica, dando l’impressione di una sua non evoluzione. Altro grande difetto della serie, riguarda il fatto che puntualmente, all’ultimo episodio, succedano le cose maggiormente interessanti, arrivando a correre per farci scoprire tutti i dettagli una volta sola e aspettare la stagione successiva.

Disincanto

Molto potenziale non sfruttato

Se questa serie avesse avuto una struttura più solida, probabilmente sarebbe considerata il miglior lavoro dell’autore. Questo perché Disincanto è una realizzazione molto più continuativa anche rispetto ai momenti migliori di Futurama, è una serie che cerca di avere una storia con un inizio, un procedimento e una fine, ma purtroppo ci sono tantissimi inizi. Ciò fa intersecare le vicende tra loro come in una telenovela infinita ed è un vero peccato che continui a mantenere questo difetto anche in nella nuova stagione.

Disincanto Parte 3 2

Personaggi e Ambientazioni

In questa terza parte ci troviamo a conoscere un sacco di inediti personaggi oltre a rincontrare tante vecchie conoscenze. Scopriamo nuovi regni, luoghi, e anche qualche piccolo mistero, inoltre sarà possibile vedere una discreta evoluzione per molte figure in questa terza stagione.

Oltre ai protagonisti Elfo e Lucy, che sono due personaggi in continuo miglioramento, infatti troviamo Derek, il fratellino di Tiabeanie che inizia ad uscire dal ruolo di figura irritante e utile, iniziando a crescere e a maturare proprio perché viene dichiarato Re e tutti inizieranno a prendersi gioco di lui. Ho molto apprezzato, infatti, il fatto che questa stagione riesca a far amare al pubblico personaggi che prima potevano stare antipatici.

Disincanto Parte 3 3

Gag e Cliché

All’interno di questa nuova stagione, ci sono gag estremamente comiche, mentre altre sono cliché o comunque battute esagerate. Un esempio è la gag del giullare cacciato in malo modo perché non fa ridere, già vecchia 20 anni fa. Mi dispiace vedere queste cose perché, come detto prima, la serie ha delle grandi potenzialità che fatica a tirare fuori, facendolo poco alla volta, lasciando quella sensazione di cose aggiunte all’ultimo momento.

Disincanto Parte 3 4

In Conclusione

Disincanto rimane quindi una serie in miglioramento, che ha dimostrato una grande capacità di sviluppo nei personaggi, che gode di una caratterizzazione molto interessante e di una comicità che seppur in modo altalenante, prende appieno da tutti i prodotti fantasy moderni.

Nonostante ciò, Disincanto continua a rimanere fumosa e vaga, senza prendere una sua vera identità, non riuscendo veramente ad ingranare lasciando lo spettatore con la sensazione che la trama debba ancora partire, anche se siamo ormai alla terza stagione. Aspetto con ansia una prossima parte, sperando che si arrivi ad un finale.

Disincanto Parte 3 5

151 eg (qui trovate la sua analisi degli adattamenti animati de Il Canto di Natale e la recensione di Soul) ha analizzato con precisione i pro e i contro di una serie animata davvero ben fatta, ma che soffre ancora di qualche problema strutturale e narrativo. Speriamo che in futuro Disincanto apporti delle migliorie significative.

E voi conoscete la realizzazione? Avete apprezzato le precedenti stagioni dell’opera di Matt Groening? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto. Con l’occasione vi invitiamo a restare sintonizzati su WeMug per altri approfondimenti con creator, articoli, speciali e news sul mondo della Cultura Pop.

Testo a cura di 151eg, impaginato da Simone De Capite e supervisionato da Massimiliano Meucci.

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