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Cultura Pop

Cinema 2020: ecco i 5 film consigliati da MrPoldoAkbar

MrPoldoAkbar

Parto con una piccola e breve premessa. Sono un grande appassionato di cinema d’autore. Questo non vuol dire che però trascuro le pellicole moderne, semplicemente se ho tempo libero recupero qualcosa di possibilmente vecchio, ma in realtà spazio molto.

In più, si aggiunge il fatto che preferisco vedere un lungometraggio sul grande schermo piuttosto che seduto sul mio sofà (per quanto sia dannatamente comodo), e in questo 2020 che si è appena concluso i cinema sono stati chiusi per quasi tutto l’anno causa pandemia globale. Questo per farvi capire che i film che ho avuto modo di vedere sono stati davvero pochi (e ¾ non mi sono neanche piaciuti). Di seguito però, troverete 5 nomi che, secondo il mio parere, sono interessanti da recuperare.

Cinema

Da 5 Bloods – Come Fratelli di Spike Lee

Non sono un grande amante dei film di guerra (soprattutto quelli fatti dagli americani per elogiare gli americani) però ci sono sempre delle eccezioni che sono indiscutibili (Apocalypse Now, Full Metal Jacket, La Sottile Linea Rossa). A questi titoli mi sento di aggiungere Da 5 Bloods – Come Fratelli di Spike Lee.

Spike Lee lo conosciamo tutti e nonostante ogni tanto abbia floppato (dannazione a te e a quel remake di Oldboy) con questa nuova fatica ha realizzato un’ottima pellicola legata al Vietnam.

Non un Vietnam visto dagli occhi dei “bianchi”, ma dal punto di vista degli afroamericani. Non entro troppo nel dettaglio, ma vedrete 4 protagonisti (ormai adulti, anche se nei flashback hanno la stessa età, scelta artistica suppongo per rappresentare il tempo che si è fermato) tornare in Vietnam alla ricerca di sì, di un tesoro, ma principalmente delle memorie del loro capo squadra (l’unico che nelle retrospettive è invece giovane).

Una cosa che ho inaspettatamente apprezzato, che non ha per niente tagliato i toni del film ma li ha rafforzati, è la scelta di Lee di utilizzare materiale d’archivio (sia foto che video) con la magnifica introduzione che vede il discorso di Mohamed Alì sulla realtà del Vietnam vista dagli occhi degli afroamericani e del riconoscimento che meritavano. Se siete abituati ad una narrazione lineare, la pellicola potrebbe confondervi (non al livello di Memento, tranquilli).

Il lungometraggio è disponibile su Netflix.

Mank di David Fincher

Sono un po’ di parte lo ammetto, dopo Fight Club, Seven, Gone Girl, The Game, Zodiac, Benjamin Button e The Social Network, Fincher si è assicurato un posto nella mia classifica di registi che non ne hanno sbagliata una.

E Mank è l’ennesimo film dell’autore, con quell’Attore (con la A maiuscola) di Gary Oldman, che ho guardato a bocca aperta. È una pellicola che mi ha lasciato senza parole come L’uomo che uccise Don Chisciotte di Terry Gilliam (le similitudini sono infatti tante). L’unico difetto del titolo è che è talmente pieno di riferimenti storici che lo spettatore medio ne coglie 1/8.

Mank non è altro che è un biopic (anche se romanzato) su Herman J. Mankiewicz e del suo coinvolgimento nel (forse miglior film mai fatto) Quarto Potere di Orson Welles. Non si tratta di una storia felice, ma aspra e travagliata, che ha visto lo sceneggiatore al centro di molti problemi. Non voglio entrate troppo nel dettaglio perché altrimenti questo articolo sarebbe lunghissimo, ma se siete appassionati di Cinema d’autore fatevi un favore, e guardate Mank.

L’opera si può vedere su Netflix.

Sto pensando di finirla qui di Charlie Kaufman

Prendiamo un momento per ringraziare Netflix, che abbassa la testa ad ogni regista rinomato, non battendo mezzo ciglio sul loro lavoro e producendogli pure un piano sequenza di 2 ore di un uomo seduto sul gabinetto.

Così come per Mank, anche in Sto pensando di finirla qui vediamo la totale libertà di Charlie Kaufman di deliziarci con uno di quei lavori a metà tra “l’amore è strano” a “non sto capendo più niente aiuto che sta succedendo” (con un tono quasi horror, potenziato dall’aspect ratio in 4:3 così come per The Lighthouse di Robert Eggers).

Vorrei spiegarvi una trama ma limitatevi a sapere che vi troverete davanti a una coppia, che viaggia nella notte durante una forte nevicata, verso la casa dei genitori di lui per farle conoscere lei.

Così come per i precedenti film di Kaufman (Ladro di orchidee, Essere John Malkovich, Synecdoche – New York e altri) anche in questo ultimo lavoro abbiamo personaggi racchiusi in una solitudine devastante che, senza volerlo, li distrugge internamente. La confusione narrativa che ci troviamo davanti, ad un certo punto diventa un flusso di coscienza che ci fa porre domande a noi stessi. Guardatelo e provate quello che l’autore vuole: farvi andare a dormire tristi.

La pellicola è su Netflix.

His House di Remi Weekes

His House è un bel horror con tematiche sociali. Fine. In realtà ci sarebbe molto da parlare ma è un film che va gustato senza sapere minimamente niente (se vi sono piaciuti Us e Get Out di Jordan Peele, godetevi uno degli horror più validi di Netflix).

Il film ruota intorno al titolo, al concetto di “casa”. Non di effettivo palazzo/dimora/villetta che sia, ma proprio del senso di appartenenza ad un luogo, e di un qualcosa che vuole allontanarvi da là. La tematica è infatti legata ai drammi socio-culturali che stiamo vivendo in questo periodo con la situazione dell’immigrazione che, nonostante sia stata già trattata, viene interpretata in chiave diversa e sicuramente vincente.

La realizzazione la trovate su Netflix.

Favolacce dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo

In questo articolo finalmente inseriamo un film italiano con soggetto la famiglia, tema trattato da noi italiani in modo banalissimo. I fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo, però, tale elemento lo mostrano in una chiave totalmente diversa e inaspettata.

Il film è ambientato a Roma, a Spinaceto, in un’ambientazione morta a livello di architettura, in cui i genitori (chiusi mentalmente) trasmettono ai figli un certo tipo di vita. Adulti frustrati che fanno finta che la causa dei problemi non siano loro stessi, ma qualcos’altro in cui potersi sfogare. I bambini sono infatti il punto chiave del lungometraggio, che crescono e non vogliono essere come i padri. Godetevi questa opera strana, misteriosa e affascinante dei fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo.

Il lungometraggio è disponibile su Amazon Prime Video.

MrPoldoAkbar ha raccontato nel pezzo tutte le sue scelte cinematografiche preferite di questo 2020: il cinema, nonostante il brutto periodo, è comunque andato avanti cercando il più possibile di sopravvivere. Tanti titoli hanno caratterizzato l’anno scorso e sono degni di menzione.

E voi avete visto questi lungometraggi? Siete d’accordo con la selezione di MrPoldoAkbar? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto all’articolo. Rimanete sintonizzati su WeMug per altri approfondimenti con creator, articoli, speciali e news sul mondo della Cultura Pop.

Testo a cura di MrPoldoAkbar, impaginato e supervisionato da Massimiliano Meucci.

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